Quando il #bravo diventa #grazie

educazione al cane

Quando il #bravo diventa #grazie

Nei rapporti tra due o più individui c’è un equilibrio delicato fatto non solo dai grandi gesti ma anche e soprattutto dalle piccole cose che vanno a lavorare nel profondo di ognuno di noi. Pensiamo ad esempio quanto ci fanno piacere le piccole attenzioni come il nostro compagno che ci aiuta a vuotare la lavastoviglie, o quanto anche un solo sguardo possa, senza nemmeno usare le parole,  farci capire cosa prova la persona che abbiamo di fronte.
I feedback sociali nello specifico, a livello conscio o inconscio, hanno un impatto notevole su chi li riceve, ma ciò a cui spesso non si pensa è cosa succede in chi li somministra.
Parlando di cani, nei miei percorsi ho sempre raccomandato al compagno umano di dire “bravo” al proprio cane quando quest’ultimo faceva qualcosa di gradito, utilizzando un tono che esprimesse tutta la nostra ammirazione nei suoi confronti.
Ho sempre fatto la stessa cosa con i miei cani finché il nostro rapporto è stato quello di “proprietario-cane”.
Ad un certo punto però i presupposti sono cambiati, ho iniziato a mettermi più in ascolto e chiedere molto meno, lasciando più spazio al cane, dandogli fiducia, lasciando semplicemente esprimere la sua cognitività, lasciandolo sperimentare ed intervenendo solo in caso di reale necessità. Da quel momento il “bravo” si è trasformato naturalmente in un “grazie”… che nasce spontaneo non solo quando imparo qualcosa di nuovo su quanto siano formidabili i cani, ma anche quando rispondono a una mia richiesta. D’altra parte quando chiedo al mio compagno di passarmi il sale, non gli dico poi “bravo” ma “grazie”, è il riconoscimento di uno sforzo che ha fatto per me, probabilmente se gli dicessi “bravo” penserebbe che lo tratto come un imbecille 😉
Ora nei miei percorsi educativi aiuto i miei allievi a tirare fuori la loro capacità d’ascolto, ad essere più spontanei, più sereni nei confronti dei loro cani… e i #grazie nascono spontanei, perchè quando in una relazione i due componenti sono in equilibrio, la gratitudine prende il posto dell'”insegnitudine”… e si apre un mondo.

Camilla libera di esplorare nel groviglio di rami.

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